Compendio di Psicologia
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ID Prodotto
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3301674647919
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ID Lotto
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167 (Visualizza solo i prodotti di questo lotto)
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Costo Prodotto
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€ 35,00
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Costo Spedizione
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€ 10,00
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Spedito Da
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Italia
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Spedito A
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Mondo
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Tempo Spedizione
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(Il tempo di spedizione verrà definito tramite e-mail)
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Disponibile
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Si (La disponibilità verrà confermata dopo l'ordine)
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Codice Prodotto
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Non dichiarato
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Modello Prodotto
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Prodotto in promozione
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No
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Inizio Promozione
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Titolo Promozione
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Informazioni Promozione
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Prezzo Promozione
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Disponibilità Stock
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Richiedere Preventivo
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Qta Disponibile in Stock
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Data Inserimento Prodotto
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2007-10-11 17:14:18
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Descrizione:
Autore:Imbasciati - Margiotta Editore:PICCIN Anno:2005 ISBN:8829917338Dati Tecnici: Pag. 512 Riccamente illustrato.
Prezzo :
€ 35.00
€ 30.00 Disponibile :  
Descrizione:
Il presente testo mi è nato dal trovarmi ad essere responsabile del reclutamento docenti, per le aree psicologiche, degli istituendi Diplomi Universitari, poi assorbiti dalle “Lauree Brevi”. Nei docenti che avevo selezionato (curriculum e colloquio) avevo avvertito un notevole entusiasmo, sia nei pochissimi già in posizioni (se non ruoli) universitari, che si sentivano attratti da queste nuove prospettive, sia nel più grande numero di docenti che da posizioni libero-professionali, o dai Servizi, si sentivano onorevolmente impegnati, sia pur in modo precario (che però si sperava provvisorio), in una impresa universitaria. In riunioni di gruppo per il coordinamento didattico, emerse subito il problema di come “comporre” un programma di insegnamento: quali contenuti, quale tipo di didattica, quali testi da indicare. Quest’ultimo problema, che di solito in sede universitaria è il meno difficile, si presentava, anch’esso, tutt’altro che facile. I pochi testi italiani sul mercato erano solo dei “bigini”, che riassumevano succintamente pochi elementi dei più tradizionali manuali Psicologa Generale, o di Psicologia Evolutiva e di Psicologia Dinamica, con frammiste nozioni mediche e biologiche. Ci voleva altro. Né i testi di altri paesi potevano addirsi alla situazione italiana. “Facciamo dispense”, si disse: e così si fece per un paio d’anni, raccogliendo delle sorta di antologie di articoli vari. Disomogenei, risultarono, ed inoltre gli stessi docenti avevano bisogno di documentarsi meglio. Nacque così l’idea di un lavoro più impegnativo, da fare in gruppo e a gruppi, documentandosi a fondo sulle questioni che riguardavano le professionalità in questione, per giungere a scrivere un libro. Ideai una prima scaletta di un testo, con l’impegno reciproco di riunioni di supervisione e di coordinamento. Riscossi più che numerose e entusiastiche adesioni, e nelle prime riunioni si compose un scaletta assai simile a quella attuale. Ma sopravvennero difficoltà e delusioni. L’avvenire dei Diplomi Universitari si delineava senza che vi fosse provvedimento alcuno per l’organizzazione e le risorse, mentre gli insegnamenti andavano moltiplicandosi per la progressione degli anni di corso e per l’istituzione di nuovi corsi: ma senza alcun riconoscimento, giuridico o economico, neppure simbolico. La riforma universitaria che istituiva le “lauree brevi” sembrò preannunciare un miglioramento. Ma fu solo sulla carta. Nessuna risorsa venne data alle università . I docenti che vi erano impegnati fecero i loro conti: alcuni, talora i più validi, si ritirarono; altri si demotivarono all’impegno. Di conseguenza il gruppo dei docenti dei Diplomi non coincise più col gruppo di coloro che rimasero disponibili a lavorare per il volume. Per quest’ultimo rimasi con pochi. Con coloro i cui nomi sono restati in questo testo continuai l’opera sino alla fine, ma a costo di un progressivo accollarmi io il lavoro che credevo potesse essere svolto da loro. Per i capitoli in cui continuai una collaborazione feci più fatica che in quelli che mi presi a redigere in forma esclusiva. Forse, in parte, avevo sopravvalutato il loro impegno, trasportato anch’io dall’entusiasmo verso quello che si credeva uno sviluppo nuovo, e lodevole, delle facoltà di medicina italiane, verso una formazione psicologica degli operatori, ovvero verso un pieno e riconosciuto ingresso delle scienze psicologiche in un mondo che fino ad allora ne era rimasto chiuso. L’istituzione dei Diplomi Universitari aveva aperto la prospettiva ad una differenziazione e qualificazione dei diversi operatori della sanità che fino ad allora erano rimasti in un ruolo tecnico poco qualificato, affidato a scuole ospedaliere, o private, cui si poteva accedere col diploma di scuola media. L’istituzione universitaria ne innalzava la soglia di accesso e prospettava una qualifica di rango superiore. Un parallelo mutamento culturale, sociale, e organizzativo qualificava peraltro queste figure come aventi una loro autonomia professionale e una loro più precisa fisionomia, e ne differenziava più figure. Così agli infermieri, ai fisioterapisti, alle ostetriche, ai tecnici di laboratorio, si affiancavano gli igienisti dentali, i logopedisti, gli ortottisti, i biotecnologi, gli assistenti sanitari, i tecnici per la prevenzione, i tecnici di radiologia, i riabilitatori psichiatrici, ed altri ancora, che avrebbero collaborato nei servizi con gli assistenti sociali, gli educatori (anch’essi inclusi nella sanità ), gli psicologi, gli psichiatri e via dicendo. In altri termini la riqualifica di una serie di operatori, sociosanitari appunto, prospettava la necessità di approntare non solo un manuale per gli studenti universitari dei nuovi ordinamenti, ma anche uno strumento autodidattico, un compendio, per l’aggiornamento degli operatori già in servizio, per riallinearsi alla nuova linea dei nuovi diplomi. Di qui un mutato intento: dar corpo a un testo non semplicemente universitario, che accanto alla sistematicità potesse funzionare anche come opera di consultazione. La prospettiva delle Lauree Brevi, in sostituzione e ampliamento dei Diplomi, sembrava convalidare la necessità di un impegno di ricerca, per la didattica e per una formazione aggiornata degli operatori. Ma le lauree brevi vennero “a costo zero”: spiego, per i profani, che ciò significò che tutte le università italiane istituirono ognuna decine di lauree diverse e supplementari a quelle tradizionali, con conseguente necessità di strutture e di docenti, senza avere nessuna risorsa economica. La si sperava, ma non venne: nessun ruolo di docenza è stato possibile istituire per gli insegnamenti (psicologici) specifici delle lauree brevi. Tutto è stato fatto sovraccaricando di plurimi incarichi i docenti di ruolo. La didattica universitaria italiana è piombata così, in toto, nel caos. In tale caos la mia Facoltà si trovò addirittura a sopprimere la mia funzione di referente per le scienze psicologiche e di selezionatore dei docenti precari (pagati oltretutto solo simbolicamente), perché tali funzioni comportavano laboriosità e tempi divenuti insostituibili nel sovraccarico sopraggiunto sulle spalle dei pochi docenti in ruolo. Inevitabilmente tutti coloro che a vario titolo si erano impegnati nel nuovo sviluppo universitario, rividero ognuno le proprie posizioni, o quanto meno il proprio impegno. Il libro ovviamente ne risentì, anche per coloro che vollero rimanere a lavorarvi. Il testo comunque è stato finito, con ritardi, sostituendo io la mia opera diretta, invece della supervisione, al lavoro altrui: non senza incomprensioni da parte di chi credeva di aver iniziato un lavoro che presumeva poter finire da solo; e non senza discapito di quanto da me prodotto, e di maggiore laboriosità ove fu giocoforza proseguire in collaborazione.
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Il testo era stato concepito con due parti: nella prima si era inteso fornire una base, metodologica, di prospettiva generale e terminologica, che potesse servire a tutti gli operatori, nonché offrire un supporto alle lacune dei loro percorsi, come sopra delineato. Questa parte si è articolata nei primi sei capitoli. Una seconda parte avrebbe dovuto essere applicativa, specifica per le varie subaree sanitarie, e articolata in modo che ciascun differente operatore potesse attingervi differenziatamente. Le sottoaree avrebbero dovuto essere più numerose e più differenziate di quelle che si è riuscito a realizzare: ne sarebbe risultato un vero “trattato”, forse in più volumi. Ma sarebbe questo stato utile nell’attuale mentalità del panorama italiano? Ad una obbligata riduzione si è pensato potesse supplire una parte intermedia, ideata lungo l’iter di stesura, dedicata sostanzialmente all’osservazione, alle modalità con cui ogni singolo e differente operatore può “guardare” il suo specifico campo: e questo lo può fare avendo acquisito un assetto di base per questa osservazione, e cioè sapere “come funziona la mente”. Se una base generale è la conoscenza di “come si studia la mente” (come le diverse scienze psicologiche affrontano l’indagine scientifica), ovvero la conoscenza dell’articolazione metodologica e dei concetti e termini scientifici che vengono usati (onde evitare gli equivoci del linguaggio comune: vedi il nostro glossario), per una base clinico metodologica di chi a vario titolo osserverà il suo paziente, si è ritenuto indispensabile che l’osservazione fosse fondata su di un minimo di conoscenza di come oggi sappiamo che funziona la mente umana; con riferimento in primis a come funziona la mente dell’operatore, che osserva e, in conseguenza di ciò che ha creduto di osservare, interviene. Di qui i capp. 7, 8, e 9, forse i più difficili di tutto il testo, ma a nostro avviso indispensabili affinché l’osservazione non si risolva in velleità ossessive; nonché a prevenzione che la terza parte, la specifica “psicologia sanitaria” (dal cap. 11 al 22), non si risolva in nozioni che possono correre il rischio di essere assorbite dallo spirito prescrittivo della cultura medicalista. Confidiamo di aver evitato questo rischio, corredando gli ultimi capitoli di spunti di riflessione, in richiamo alle prime due parti, nonché soprattutto con la nostra insistenza sui percorsi formativi non tradizionali, anche personali. Ho infine pensato di fornire ogni capitolo di una previa scaletta, che dettagliatamente indicasse gli argomenti svolti sotto i titoli dei diversi paragrafi: ciò nell’intento di rendere il testo agile al ripasso di quanto letto, nonché alla consultazione, soprattutto per gli operatori già in servizio. In quest’ultimo intento è stato studiato e congegnato un indice analitico ragionato: non si tratta del solito elenco di parole (fatto soltanto col computer), ma di un elenco di collegamenti di concetti, come nella apposita legenda indicato. Il testo non è ovviamente immune da difetti, e soprattutto potrà essere rilevata la mancanza di alcuni argomenti, importanti per la psicologia sanitaria; per esempio la prevenzione, gli anziani, o altro; non è stato possibile fare tutto, sia per le difficoltà descritte, sia anche per ragioni editoriali. Confido che altri sapranno sviluppare la strada che questo libro apre: è la prima trattazione, in Italia, che con un certo respiro affronti le problematiche aperte dall’evoluzione e dalla qualificazione psicosociale dei servizi assistenziali. Ai lettori e agli operatori pertanto il giudizio; e ad altri studiosi un auspicio. Nonché, ai politici e ai vertici delle Organizzazioni Sanitarie, un appello per rendere attuato ciò che sulla carta è stato statuito.
Contenuti:
PARTE PRIMA. come si studia la mente - 1. Le scienze psicologiche - 2. Metodo clinico e metodo sperimentale nei grandi temi della psicologia - 3. Questioni epistemologiche - 4. La psicologia clinica - 5. Psicoanalisi e psicologia clinica - 6. La psicopatologia
PARTE SECONDA. come funziona la mente che studia il comportamento e la mente - 7. I limiti della consapevolezza - 8. Le origini della mente - 9. Un modello integrato del funzionamento mentale - 10. L'osservazione - parte terza. psicologia socio sanitaria - 11. Nozioni di psicosomatica - 12. Le capacità relazionali - 13. Le psicoterapie - 14. La psicologia sanitaria - 15. La psicologia della salute - 16. Le istituzioni sociosanitarie - 17. La sessualità - 18. Il corpo - 19. La donna dalla nascita alla vecchiaia - 20. La riabilitazione - 21. I servizi sociali in area sanitaria - 22. La formazione degli operatori
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