LA LOGICA DELL'ECTS NELLA FORMA INFERMIERISTICA
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ID Prodotto
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3301674647623
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ID Lotto
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167 (Visualizza solo i prodotti di questo lotto)
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Costo Prodotto
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€ 15,00
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Costo Spedizione
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€ 10,00
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Spedito Da
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Italia
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Spedito A
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Mondo
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Tempo Spedizione
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(Il tempo di spedizione verrà definito tramite e-mail)
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Codice Prodotto
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Non disponibile
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Modello Prodotto
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Non disponibile
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Prodotto in promozione
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No
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Inizio Promozione
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Fine Promozione
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Titolo Promozione
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Informazioni Promozione
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Prezzo Promozione
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Disponibilità Stock
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Richiedere Preventivo
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Qta Disponibile in Stock
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Data Inserimento Prodotto
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2007-10-11 17:14:13
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Descrizione:
Autore:Binetti P Editore:SEU Anno:2001 ISBN:Dati Tecnici: Pag. 164
Prezzo : € 15.00Disponibile :  
Descrizione:
L’Università Campus Bio Medico di Roma nei suoi primi dieci anni di attività è stato un cantiere di sperimentazione vivace ed interessante dalle valenze di alto contenuto innovativo, in sintonia con i nuovi orientamenti della formazione universitaria in Europa. La Facoltà di Medicina e Chirurgia, soprattutto in ambito infermieristico, ha voluto confrontarsi con alcune esperienze specificamente mirate alla continua e rapida evoluzione della scienza del Nursing in Europa, identificando alcuni corsi pilota, capaci di assumere l’esigenza di cambiamento come una proposta culturale con ampia ricaduta sul piano assistenziale. Il lavoro di studio e di progettazione della formazione fatto in questi anni si inserisce a pieno titolo nella riflessione aperta dalla Commissione europea con il Libro bianco: “Insegnare e apprendere verso una società cognitiva”, seguito dal Libro verde sull’innovazione. In entrambi i documenti si enuclea una risposta positiva alla sempre più articolata domanda di formazione, alla necessità di adeguamento delle professioni tradizionali, alle nuove sollecitazioni del mondo sanitario e alla contemporanea creazione di nuove professionalità . Il patrimonio di esperienze sin qui accumulato può essere reputato di indubbia utilità in un momento cruciale per lo sviluppo della cooperazione europea nel campo dell’istruzione e della formazione. Nel marzo 2000 i Capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’Unione Europea hanno riconosciuto, a conclusione del vertice straordinario di Lisbona, il ruolo chiave dell’istruzione e della formazione per arrivare alla piena occupazione tramite lo sviluppo dell’economia cognitiva. In questa nuova economia è di importanza fondamentale investire nelle persone. Il potenziamento delle risorse umane a livello individuale e istituzionale rappresenta la chiave di volta per la soluzione della maggior parte dei problemi anche nell’area socio-sanitaria, per fornire risposte più qualificate e più qualificanti alla crescente domanda di salute da parte della popolazione. In questo contesto si collocano le riforme del sistema universitario italiano attualmente in corso. Con l’ampliamento dell’autonomia nelle Università , come previsto dalla 509/99, e la ristrutturazione dell’architettura formativa a livello universitario, i Diplomi universitari vedono la loro naturale trasformazione in Corsi di laurea triennale, con l’apertura di nuovi sviluppi verso l’attivazione delle lauree specialistiche, i Master di II livello e i dottorati di ricerca. La nuova tappa di sviluppo della formazione infermieristica in Università assume una connotazione densa di sviluppi, che richiede l’acquisizione di una mentalità rigorosamente scientifica, con l’impegno contestuale a non perdere quell’intima struttura umanistica del piano di studi, che in questi anni ha permesso di fare dell’assistenza un processo prevalentemente relazionale. Il nuovo ordinamento, varato agli inizi del giugno 2001, istituisce sia la laurea per Infermiere che la laurea specialistica in Scienze Infermieristiche ed ostetriche e si fonda sulla consapevolezza che è necessario creare negli studenti e nei futuri infermieri una mentalità orientata all’apprendimento continuo (life-long learning) come base essenziale per affrontare tutte le future richieste in campo assistenziale. Tra queste occupa un posto di primo piano il processo dell’integrazione europea, che comporta la necessità di formare i futuri infermieri ad una costante e positiva interazione con un’Europa multietnica, plurilingue, culturalmente diversa, destinata a porre interrogativi sempre più complessi ed articolati sul piano della salute individuale e sociale. In questo clima è nato questo progetto di ricerca, che partendo dalle esperienze dei Progetti Socrate ed Erasmus di questi ultimi anni, ha voluto confrontare i curricula di diversi Paesi europei, concentrandosi nella fase finale del lavoro su tre di loro: quello dell’Università di Hull, in Inghilterra, quello dell’Università Internazionale di Catalogna, di Barcellona e quello del Campus Bio-Medico di Roma. Le ragioni della scelta sono sostanzialmente queste: l’Università di Hull ha una antica tradizione culturale, che soprattutto nell’ambito della facoltà di Medicina e Chirurgia ha dato vita ad esperienze formative prototipiche, a cui si sono ispirate molte altre iniziative nel Regno Unito. Concretamente il suo corso di Laurea in Scienze infermieristiche, di durata quadriennale, integra in modo molto equilibrato gli apporti delle scienze di base, con quelle cliniche e queste ultime fanno da supporto ad una scienza del Nursing molto attenta agli aspetti assistenziali sia sotto il profilo relazionale che tecnologico. Fin dagli inizi gli studenti sono indotti a confrontarsi con una mentalità di ricerca, che prevede ogni anno un corso ad hoc. Questo atteggiamento crea una apertura all’apprendimento per scoperta, che caratterizza un pensiero di tipo anticipatorio critico, solido e non conformista. L’innovazione non è solo nelle metodologie didattiche, che prevedono fin dal I semestre uno specifico training all’apprendimento per problemi, ma è soprattutto nella tipologia delle learning skills che vengono sollecitate. Si tratta quindi di un piano di studi che appare sufficientemente tradizionalista, nella presentazione del core curriculum delle discipline di base, ma fortemente innovativo negli ambiti di specifica competenza professionale. Il Corso di laurea in Scienze infermieristiche dell’Università internazionale di Catalogna (UNICA) di Barcellona nasce al contrario in una Università molto giovane, in cui l’impianto didattico è prevalentemente pratico, nel senso che la riflessione scientifica matura a partire dall’esperienza infermieristica concreta. La struttura dei corsi si riconosce nel valore guida che le scienze infermieristiche occupano e che fa da trainer alle altre discipline, definendo un impianto fortemente interattivo non solo nella relazione tra studenti e docenti, ma soprattutto tra le scienze infermieristiche e le altre scienze, con una forte spinta a superare il gap teoricopratico senza che nè la teoria nè la pratica abbiano a perdere in profondità e specificità . Il Corso di Diploma per Infermiere del Campus Bio-Medico di Roma nasce con una specifica mission in cui il sapere umanistico e il sapere scientifico tentano una sintesi, capace di fondare sulle Medical Humanities l’intero corso di studi. Non a caso sotto il profilo metodologico la didattica tutoriale rappresenta la spina dorsale dell’intero corso di studi. Attraverso il coinvolgimento degli studenti in un lavoro di piccolo gruppo, è possibile attivare quella particolare forma di cooperative learning che rappresenta sul piano formativo il modello paradigmatico della relazione di aiuto sul piano assistenziale. Non a caso tra le affermazioni di fondo del modello didattico utilizzato c’è la convinzione che solo ponendo lo studente al centro del sistema formativo, questi sarà poi capace di porre il paziente al centro del sistema assistenziale. L’attenzione alla formazione personalizzata dello studente, che punta a creare non solo un bagaglio culturale solido ed articolato, ma anche uno stile relazionale con una forte connotazione etica, danno ragione dei buoni risultati ottenuti in questi tre anni. In definitiva, pur nella loro peculiarità , le tre università hanno come elemento centrale del loro sistema formativo l’attenzione allo studente, posto come punto di riferimento dell’intero progetto educativo e l’attenzione al Nursing, come punto centrale di riferimento per tutta l’organizzazione didattica. Il fatto che ognuna delle tre università , partendo da questi due punti in comune abbia poi saputo declinare modelli organizzativi diversi, riflette sia la creatività singolare di ogni Paese, e soprattutto dei docenti impegnati in ogni sede, sia la profonda consapevolezza che, per formare un infermiere doc, oggi è necessario che tutto il sistema formativo che ruota intorno a lui sia fortemente connotato sotto il profilo della relazione di aiuto. Non quindi un sapere che per quanto forte sia autoreferenziale, ma un sapere che si fa servizio e che per questo mantiene alto il suo standard di riferimento.
L’innovatività del progetto di ricerca si riscontra particolarmente in questi elementi che ne costituiscono il valore aggiunto: – la revisione dei curricula formativi, che prevede una crescente integrazione tra cultura accademica e cultura professionalizzante; – la consistente percentuale di ore di tirocinio, spese nello sforzo di sviluppare quell’insieme di reasoning skills, che fanno del processo di Nursing la risposta matura ed equilibrata ai bisogni di assistenza del paziente, qualunque sia la sua condizione di partenza; – i tirocini nelle aree di particolare interesse dello studente, per sollecitarne, nella libertà delle scelte quel senso di responsabilità che deve caratterizzare il suo inserimento nel mondo del lavoro; – l’adozione del sistema europeo dei crediti, per definire in un modo nuovo i risultati individuali, permettendo un confronto che vada oltre gli stretti parametri quantitativi, ma sappia riconoscere in una lettura più approfondita delle esperienze fatte dagli studenti, la possibilità di creare realmente una comune cultura condivisa; – la partecipazione ad un comune sistema di confronto tra Corsi di Laurea omogenei che comprenda l’analisi degli obiettivi, dei contenuti con i relativi crediti, delle metodologie didattiche, dei sistemi di valutazione finale, per giungere all’ipotesi di un possibile sistema di accreditamento, che certifichi la qualità dei corsi seguiti dagli studenti, a partire dalla certificazione della qualità dell’intero sistema formativo. Il confronto tra i curricula è stato possibile anche grazie ad una rete di reciproca conoscenza e stima tra i docenti impegnati in questo lavoro di ricerca. Si è creato tra di loro un forte senso di appartenenza ad un più ampio sistema europeo, in cui è possibile una sorta di fertilizzazione incrociata. Lo scambio delle esperienze didattiche è prima di tutto scambio delle filosofie educative sottese, lo scambio degli studenti è possibile grazie allo scambio dei docenti, lo scambio dei risultati è possibile in un’ottica positiva, che guarda al lavoro degli altri come ad una diversa conquista di obiettivi simili, raggiunti con metodologie diverse, ma non per questo meno efficaci. Il sistema ECTS, inteso come scambio di crediti, va inteso nel senso più profondo del termine, perchè molti sono i crediti che ciascun Paese può dare e ottenere dagli altri, se assume un’ottica di apertura alla sperimentazione didattica, appellando ai principi della Best Evidence Medical-Nursing Education, ossia ad una educazione medico-infermieristica che cerca di documentare l’efficacia dei propri processi educativi in base a criteri progressivamente più rigorosi, anche se sempre molto complessi, come accade in tutte le scienze umane. Questo lavoro ha permesso di raggiungere un maggior livello di oggettivazione nell’analisi dei risultati raggiunti nei diversi Paesi, senza mai voler assumere l’ottica della graduatoria, ma piuttosto quella dello stimolo reciproco alla ottimizzazione delle proprie risorse educative in funzione di un progressivo sviluppo di competenze negli studenti.
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